Si è svolto il 5 e 6 febbraio 2026 al DAMA – Tecnopolo Data Manifattura Emilia-Romagna di Bologna l’evento “Un futuro necessario. AI, cultura e creatività: visioni condivise, processi ed ecosistemi in evoluzione”, promosso dalla Regione Emilia-Romagna nell’ambito del Programma regionale FESR 2021-2027 e inserito nel calendario di Art City Bologna 2026.
Due giornate che hanno messo al centro il ruolo dell’Intelligenza Artificiale e del digitale nella trasformazione dei settori culturali e creativi, aprendo un confronto tra istituzioni, operatori culturali, imprese, artisti, ricercatori e policy maker su come innovazione tecnologica e patrimonio possano dialogare in modo sostenibile e condiviso.
Digitale e cultura: un ecosistema in evoluzione
L’iniziativa ha rappresentato un momento strategico per riflettere su come le tecnologie emergenti stiano modificando gestione, conservazione e fruizione del patrimonio culturale. L’IA non è stata affrontata solo come strumento tecnico, ma come leva capace di incidere su modelli organizzativi, linguaggi creativi, accessibilità e partecipazione del pubblico.
Al centro del dibattito:
- l’uso dell’IA per la valorizzazione dei contenuti culturali;
- nuovi modelli di governance digitale;
- l’impatto delle tecnologie sui processi creativi;
- la costruzione di infrastrutture culturali condivise a livello regionale.
L’obiettivo dichiarato è stato rafforzare l’ecosistema culturale dell’Emilia-Romagna, rendendolo più aperto, innovativo e capace di rispondere alle trasformazioni in corso.
La giornata del 5 febbraio è stata dedicata a un vero e proprio laboratorio di confronto. Non una semplice successione di panel, ma uno spazio di lavoro partecipato in cui istituzioni, professionisti e imprese hanno condiviso esperienze, criticità e prospettive sull’integrazione dell’IA nei processi culturali.
Attraverso tavoli tematici e momenti di discussione, si è parlato di:
- nuovi linguaggi per la narrazione digitale;
- strumenti per la fruizione immersiva;
- modelli sostenibili per l’innovazione culturale;
- relazione tra tecnologia, creatività e comunità.
È emersa con forza l’esigenza di accompagnare l’innovazione tecnologica con competenze, visione strategica e attenzione agli aspetti etici e sociali.
Il 6 febbraio è stato invece dedicato alle “Storie di innovazione dal bando Digital Humanities”, finanziato con 15 milioni di euro dal Programma FESR 2021-2027.
Durante la giornata sono stati presentati i risultati di 76 progetti attivati in tutta la regione, che coinvolgono musei, archivi, biblioteche, enti culturali e imprese creative. Le esperienze raccontate hanno mostrato applicazioni concrete del digitale e dell’IA, tra cui:
- digitalizzazione avanzata di archivi e collezioni;
- ricostruzioni virtuali di siti storici e archeologici;
- sistemi intelligenti per la consultazione dei patrimoni;
- nuove modalità di accesso inclusive e partecipative.
I progettisti hanno condiviso non solo i risultati, ma anche le difficoltà affrontate, le soluzioni adottate e i modelli di sostenibilità sviluppati, creando un confronto diretto tra chi opera sul territorio e chi progetta politiche pubbliche.
L’evento ha confermato il ruolo strategico del Programma regionale FESR 2021-2027 nel sostenere la transizione digitale del settore culturale. Il bando Digital Humanities ha favorito una diffusione capillare dell’innovazione, permettendo a realtà diverse di sperimentare tecnologie che migliorano:
- l’accessibilità ai contenuti;
- la conservazione del patrimonio;
- la qualità dell’esperienza culturale.
In questo senso, Un futuro necessario ha rappresentato un momento di sintesi e rilancio delle politiche regionali per una cultura capace di integrare creatività, tecnologia e sviluppo territoriale.
Più che una semplice conferenza, Un futuro necessario si è configurato come un tavolo permanente di riflessione sul rapporto tra IA e cultura. Dalle due giornate è emersa una visione condivisa: l’innovazione non può essere solo tecnologica, ma deve diventare culturale, organizzativa e sociale.
Bologna e l’Emilia-Romagna si confermano così come un laboratorio avanzato in cui il digitale non sostituisce la cultura, ma la amplifica, aprendo nuovi spazi di creazione, partecipazione e valorizzazione del patrimonio.



