La raccolta dei funghi spontanei nei boschi è un’attività amata da molti, non solo per la soddisfazione di trovare un buon bottino naturale, ma anche per il contatto diretto con la natura e il piacere di gustare prodotti del sottobosco. Tuttavia, non tutti sanno che per raccogliere funghi in Italia esistono regole ben precise, stabilite a livello regionale e comunale, volte a tutelare la biodiversità, la salute pubblica e la sicurezza personale.
Serve il patentino per raccogliere funghi?
Sì, nella maggior parte delle regioni italiane è obbligatorio possedere un tesserino o patentino per la raccolta dei funghi spontanei epigei. Questo documento è rilasciato dalle autorità locali (Regioni, Comuni, Comunità Montane) ed è subordinato al superamento di un corso di formazione micologica.
Il corso ha lo scopo di educare i cittadini al riconoscimento delle specie commestibili e velenose, alle modalità corrette di raccolta e alle norme di comportamento nei boschi. La durata del corso è generalmente di 12-16 ore.
In alcune regioni, come Toscana, Emilia-Romagna, Piemonte e Lombardia, il patentino è obbligatorio. In altre, possono esserci esenzioni o regolamenti differenti (ad esempio per i residenti o per raccolte occasionali).
Quali sono le quantità massime di funghi che si possono raccogliere?
Anche il quantitativo di funghi che si può raccogliere è regolamentato a livello regionale e in genere è limitato per evitare la raccolta indiscriminata e tutelare l’ecosistema.
Di solito, la quantità massima giornaliera è di 1-3 kg a persona, ma può variare. Ad esempio:
- Emilia-Romagna: max 3 kg al giorno a persona.
- Toscana: max 3 kg al giorno, ma alcune specie come il porcino possono avere limiti specifici.
- Piemonte: 3 kg, ma in alcune aree solo 2 kg.
Inoltre, la raccolta deve avvenire solo nelle ore diurne, è vietato l’uso di rastrelli o attrezzi che danneggiano il micelio, e i funghi devono essere puliti sommariamente sul posto per non trasportare residui organici nel cesto.
È obbligatorio far controllare i funghi all’AUSL?
No, non è obbligatorio per legge far controllare i funghi raccolti, ma è fortemente consigliato se non si è esperti micologi.
Presso molte sedi delle AUSL (Aziende Unità Sanitarie Locali), esistono ispettorati micologici pubblici dove è possibile portare i funghi raccolti per farli identificare da un esperto micologo.
Il servizio è spesso gratuito e disponibile in determinati giorni e orari, soprattutto durante la stagione autunnale. L’esperto micologo non rilascia un certificato di commestibilità, ma può confermare o meno se i funghi raccolti sono sicuri per il consumo.
Il controllo è particolarmente raccomandato in presenza di specie simili tra loro, come ad esempio Amanita phalloides (mortale) e Agaricus (commestibile), oppure Boletus edulis (porcino) e Boletus satanas (tossico).
Consigli utili per una raccolta sicura
- Mai improvvisare: se non si è esperti, raccogliere solo i funghi che si conoscono con assoluta certezza.
- Usare contenitori adeguati: I funghi devono essere trasportati in contenitori rigidi e ben aerati, come ad esempio ceste forate, che permettono una buona circolazione dell’aria e la diffusione delle spore.
- Rispettare l’ambiente: non distruggere funghi sconosciuti o non commestibili, perché hanno comunque un ruolo ecologico.
- Evitare metodi empirici o credenze popolari: test come l’uso del cucchiaio d’argento, il cambio di colore durante la cottura o l’odore non sono affidabili per determinare la commestibilità dei funghi. Solo un’identificazione scientifica può garantire la sicurezza.
- Conservare correttamente i funghi raccolti, e consumarli il prima possibile, ben cotti.
Conclusione
La raccolta dei funghi è una tradizione affascinante e appagante, ma deve essere affrontata con responsabilità, conoscenza e rispetto delle regole. Ottenere un patentino, rispettare le quantità consentite e — se necessario — consultare un micologo dell’AUSL sono passi fondamentali per garantire la sicurezza propria e altrui. Ricorda: un solo errore nel riconoscimento può essere fatale.
Fabrizio D’Auria
Volontario del Servizio Civile Universale




